Francesco Solimena

Francesco Solimena, noto come l’Abate Ciccio nato a Canale di Serino, 4 ottobre 1657, morto il 5 aprile 1747 , è stato un pittore e architetto italiano.

Considerato uno degli artisti che meglio incarnarono la cultura tardo-barocca in Italia. Si formò presso la bottega del padre Angelo, a Nocera dei Pagani (il nome con cui era conosciuta in passato, tra XVI secolo e il 1806, una civitas che comprendeva un’ampia porzione dell’agro nocerino, formata da 5 attuali comuni: Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pagani, Sant’Egidio del Monte Albino e Corbara), città originaria della madre, Marta Resigniano, dove viveva la sua famiglia, rifacendosi dapprima alle opere di Francesco Guarini e successivamente, trasferitosi a Napoli e resosi autonomo nello stile, cominciò a guardare con interesse alla pittura scenografica e fantasiosa di Luca Giordano ed a quella tenebrista di Mattia Preti.

Lavorò per le maggiori corti europee, pur senza muoversi quasi mai da Napoli.

Morì nella sua villa di Barra (quartiere di Napoli) il 5 aprile 1747, ed i suoi resti sono conservati all’interno della chiesa di San Domenico. Fra i suoi allievi vi furono Paolo Gamba, Ferdinando Sanfelice e Domenico Antonio Vaccaro, Romualdo Formoso e Michele Foschini. Il Comune di Napoli, la circoscrizione di Barra, e i padri Domenicani, nel 250º anniversario della sua morte, apposero una lapide sulla sua tomba all’interno della Chiesa di San Domenico.